Hanno scelto un luogo simbolo della politica bellunese: il centro Giovanni XXIII di Piazza Piloni. Tutti i politici passati per Belluno si sono seduti a quel tavolo. Ieri mattina è toccato al Movimento 5 Stelle che ha avviato la campagna per le prossime elezioni regionali. A presentarsi, scortati da Enrico Cappelletti (candidato alla presidenza della Regione) e del ministro per i Rapporti con il parlamento, Federico D’Incà, il 62 enne Daniele Campedel e la 54enne Barbara Lando.

IL MINISTRO

Un’occasione per il ministro bellunese per fare il punto sull’impegno del governo per questa provincia. «Mondiali e occasioni – ha spiegato Federico D’Incà – rappresentano un’occasione mai vista prima. Qui non sono mai arrivate cifre così importanti. Permetteranno di chiudere l’elettrificazione della ferrovia per Calalzo, di mettere mano al nodo di Longarone e di intervenire sulla Primolano Feltre». D’Incà si è poi soffermato sul tema del lavoro parlando del suo impegno su Acc e Idealstandard: «Vicende che ho seguito in modo paterno. Io quando apro la finestra vedo Idealstandard e vorrrei rimanesse qui ancora a lungo. È la terza volta che ci presentiamo alle regionali. E questa volta non è come la prima volta, abbiamo dimostrato di saper governare». D’Incà ha definito Campedel e Lando due amici.

GLI ASPIRANTI CONSIGLIERI

«Sono un gnas (un agordino ndr)» ha esordito Campedel, per far capire che pur vivendo a Sedico è uomo di montagna. In passato ha organizzato serate di approfondimento, in particolare sull’ambiente. Poi l’attacco agli attuali vertici in Laguna: «Ci definiscono piagnucoloni – ha spiegato – ma siamo stati noi a portare i soldi in Veneto. Qui sono fermi 44 milioni su 49 di quelli stanziati per Vaia c’è una frazione sotto Forcella Aurine che è ancora disastrata da quel giorno. Bisogna valorizzazione l’agricolutra di montagna di investire sul futuro dei giovani». Allo stesso tavolo anche la portalettere di Santa Giustina Barbara Lando che si è soffermata su trasporti pubblici «che attualmente penalizzano anche il turismo» e sulla sanità: «Immagino – ha ribadito anche ai microfoni di Antennatre – presidi sanitari diffusi nel territorio, dopo che c’è stato lo smantellamento nella parte alta della provincia, oggi viviamo una situazione inaccettabile per essere il 2020. Servono dei piccoli pronto soccorso attrezzati anche per degli interventi. Solo così possiamo risollevare la sanità di montagna».

Fonte: Gazzettino di Belluno del 12/07/2020 _____

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