UN VENETO MIGLIORE

2020, Stampa

27 Giugno 2020

Voglio un Veneto migliore”. Con queste parole, stamattina presso l’Hotel Ambasciatori di Mestre, Enrico Cappelletti ha presentato la sua candidatura alla carica di Governatore del Veneto per il Movimento 5 Stelle. Una sfida non facile avendo contro Zaia e Lorenzoni. Ma Enrico Cappelletti conta molto sul suo programma e il suo background per dare filo da torcere agli avversari.

Uniti per un Veneto migliore

Accompagnato dai consiglieri Manuel Brusco, Jacopo Berti, Erika Baldin e dal ministro Federico D’Incà, responsabile per i rapporti con il Parlamento e le Riforme nel Governo Conte bis, Cappelletti è apparso sicuro e affabile. Il primo a prendere la parola è stato Brusco. “Sono stati 5 anni in consiglio regionale duri ma che ci hanno fatto crescere. Enrico è stato sempre al nostro fianco. Appoggiandoci nelle nostre battaglie. Come squadra siamo orgogliosi di averlo come candidato”. È poi la volta di Erika Baldin “5 anni meravigliosi vissuti intensamente tra alti e bassi. Abbiamo parlato con tanti comitati e persone e confrontato con loro. Siamo diventati più forti dialogando con le persone”.

A dare il vero slancio però è un Jacopo Berti più in forma che mai. “5 anni fa ero qui anche se con altre persone ma sono contento di dimostrare che il Movimento nei cui ideali io credo fortemente ci sia anche un cambio di persone e generazione. Sono certo che non ci sia persona migliore di Enrico a cui passare il testimone. Ringrazio anche chi mi ha criticato perché mi ha fatto crescere e spero che chi ci ha dato fiducia prima continui a darcela ancora di più per cambiare questa politica veneta. Enrico ha tutte le carte in regola per portare questo vento di cambiamento”.

Il ministro

D’inca prende subito la palla al balzo da Jacopo e sottolinea i meriti e il background di Cappelletti. “Enrico è la persona giusta per questa impresa.  Ho combattuto con lui gomito a gomito. È un imprenditore. Sa cosa vuol dire lavorare e faticare. Ha sempre lavorato per migliorare il territorio Veneto. Per questo ringrazio tutti i presenti e chi l’ha indicato come candidato. Vogliamo con Enrico portare avanti un grande lavoro per far crescere il nostro territorio. Parlare del M5S significa guardare al futuro. Basta pensare alla app immuni ma anche quanto ha fatto e sta facendo il governo attraverso il Mise e con le risposte che stiamo dando ai nostri imprenditori. Deve esserci una ripartenza in tutta Italia con questo governo e tramite Enrico per la Regione Veneto. Non scordiamoci, però, che abbiamo un’altra battaglia da portare avanti. Quella sulla questione dei vitalizi. E lo faremo insieme a lui”

Enrico Cappelletti e un Veneto migliore

Ultimo a prendere la parola ma non certo per importanza proprio il candidato pentastellato. Che con calma e serietà espone il suo programma per un Veneto migliore. “Il nostro impegno in Regione serve a dare una scossa. Dobbiamo dare le indicazioni giuste per un grande cambiamento. Ormai da 20 anni siamo governati sempre dagli stessi personaggi e 20 anni fa in Veneto non avevamo quel marchio di infamia, ad esempio, del Mose. È la dimostrazione di come queste persone gettano i soldi dalla finestra senza pensare ai cittadini”

L’esempio Pedemontana

 “Ad esempio la Pedemontana che rimane un’opera utilissima, con il nuovo project financing vedrà lievitare i costi di 11 miliardi e questo ricadrà sui nostri figli. Come la questione della Banca popolare di Vicenza. Ci siamo subito schierati con i cittadini lottando contro chi nel Veneto difendeva Veneto banca e BpVi, dicendo che la Banca d’Italia non doveva fare controlli”. Enrico sposta poi il tema su una questione che gli sta molto a cuore: l’inquinamento e il rispetto ambientale. “Abbiamo fatto esposti su esposti per l’inquinamento da Pfas e mentre noi lottavamo la Regione dava l’ok a una nuova molecola che poi è stata ritrovata nelle acque e l’associazione “Medici per l’ambiente” ha rilevato oltre mille persone morte per Pfas.

Un Veneto migliore con l’ambiente

“Abbiamo approfittato del nostro territorio. Lo sfruttamento del terreno per la cementificazione ci rende vittime di frane e allagamenti. L’inquinamento atmosferico in 6 province su 7 di pm10 è sopra la media nazionale. Per carità, non dipende tutto dalla Regione ma cosa fa ora la Regione davanti a questi dati? Per inaugurare la fase 3 post covid? Apriamo un inceneritore. Questa è miopia. È volontà di non vedere la realtà”.

Il problema sanità e lavoro

“Poi c’è la sanità. Certamente di eccellenza ma piano piano si stanno destinando i fondi alla sanità privata. Vogliamo sì un’eccellenza ma pubblica. Non do tutta la colpa alla Regione perché i tagli sono stati nazionali ma si deve tutelare la sanità pubblica visto che il Veneto è la regione che spende più di tutte per quella provata. Noi eravamo la locomotiva del Nordest e ci ritroviamo adesso con altissime percentuali di lavoratori a rischio e questo è frutto degli errori commessi dai precedenti governi regionali. Avevamo un sogno che ha alimentato il nostro entusiasmo arrivando al cuore dei cittadini. Impegnandoci per l’innovazione, per i cittadini, per lo sviluppo biologico della Regione, per il lavoro. In una parola combattiamo e cambiamo insieme in meglio per un Veneto migliore!”

Fonte: ilsestentenews.it del 27/06/2020 – di Gian Nicola Pittalis

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