.: Il Ministero dell’Ambiente risponde alla nostra Interrogazione sulla presenza di sostanze perfluoro-alchiliche nella acque potabili e nelle falde della Provincia di Vicenza e dei Comuni limitrofi

.: Il Ministero dell’Ambiente risponde alla nostra Interrogazione sulla presenza di sostanze perfluoro-alchiliche  nella acque potabili e nelle falde  della Provincia di Vicenza e dei Comuni limitrofi

Ecco il testo del Comunicato stampa inviato stamane ai giornali.

A gennaio il M5S ha indirizzato al Ministero dell’ambiente una interrogazione sulla gravissima vicenda che ha coinvolto oltre che la Miteni spa di Trissino, nel Vicentino, anche il comprensorio dell’Agno Chiampo, nonché ampi settori dell’Ovest Vicentino, della bassa Veronese e della bassa Padovana. Al centro del caso ci sono gli altissimi livelli di inquinamento delle falde acquifere dovuto a sostanze alchiliche perfluorurate, comunemente note come pfoas (agenti altamente nocivi).
Dopo 6 mesi dall’interrogazione il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti ha finalmente risposto.  La sua risposta, che alleghiamo,  purtroppo ci delude e ci preoccupa.
La delusione scaturisce dal fatto che in tale documento gli elementi di novità, rispetto a quanto non fosse già di pubblico dominio, sono solo trascurabili.

Il Ministro ha istituito un gruppo tecnico di lavoro composto da esperti del CNR-IRSA  ISPRA, ISS, incaricato di provvedere ,entro l’estate 2014, alle definizione degli Standard di Qualità Ambientali , SQA, per parte dei composti fluorurati.

Il potenziale del bacino colpito è enorme: ben 350.000 utenti.
Negli Usa, dove esiste una diversa sensibilità rispetto alla salute delle persone, un caso simile che coinvolse sì e no un bacino di utenti di 40.000 residenti, scatenò un clamore  mediatico e giudiziario di proporzioni enormi.
Dal governo Renzi e dal suo ministro avremmo voluto ascoltare ben altro.
-Anzitutto servono risorse per finanziare un serio studio epidemiologico indipendente, affidato in tutto o in parte alle università

-Poi occorre cominciare a pensare ai costi o e alle modalità di una eventuale bonifica, ove questa sarà mai possibile.
-Soprattutto l’esecutivo Renzi dovrebbe intervenire per fissare rigide soglie per i cosiddetti Pfoa, in tutela e rispetto della salvaguardia della salute pubblica.
Purtroppo di tutto ciò nella replica del governo non v’è traccia.

La maggioranza parlamentare ambisce a riformare la Costituzione a colpi di maggioranza,  ma poi non è capace di scrivere un decreto legge sui pfoas che tuteli la salute dei cittadini.
Eppure la situazione di questi territori è già pesante anche in relazione all’inquinamento provocato negli anni da una agricoltura chimicamente invasiva e dai reflui del settore concia.
Il polo conciario infatti continua a scaricare nel sistema del Guà Fratta Gorzone oltre i limiti consentiti dalla legge, il tutto in ossequio ad una deroga regionale che fa a pugni col buon senso.

Se si aggiunge tra le altre che l’Ulss 5 Ovest Vicentino non ha un registro tumori si capisce quanto sia opaca la situazione e quanto sia necessario un intervento di tutti i soggetti interessati.

Ma allora :

che acqua hanno bevuto i veneti in questi anni? Che acqua è stata utilizzata nei processi alimentari, agricoli, zootecnici in alcuni comprensori durissimamente provati come Cologna o Lonigo? Quanto stanno pagando i contribuenti veneti i costosissimi filtri al carbone attivo messi in azione per garantire la potabilità dell’acqua? Le imprese responsabili pagheranno mai il conto?

 interrogazione parlamentare

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=737694

risposta ministro

er

http://tinyurl.com/nwasc2v