la TAV Torino-Lione, intervento stamattina in Aula

la TAV Torino-Lione, intervento stamattina in Aula

Legislatura 17ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 226 del 09/04/2014

Seguito della discussione del disegno di legge:

(1164) Ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica francese per la realizzazione e l’esercizio di una nuova linea ferroviaria Torino-Lione, con Allegati, fatto a Roma il 30 gennaio 2012 (Approvato dalla Camera dei deputati)

È iscritto a parlare il senatore Cappelletti. Ne ha facoltà.

CAPPELLETTI (M5S). Signora Presidente, rappresentanti del Governo, colleghi, siamo qui ancora una volta a parlare del TAV Torino-Lione, quindi non dei problemi dell’Italia o degli italiani, ma dei vostri problemi, dei problemi dei vostri partiti, dei problemi di finanziamento dei vostri partiti, di finanziamento illecito dei partiti e magari pure del finanziamento a funzionari e politici corrotti. Questa è una certezza, perché non c’è alcuna altra spiegazione logica che giustifichi questo enorme, gigantesco spreco di risorse pubbliche.

Io definisco quest’opera una vergogna, perfino un’infamia, se consideriamo che per finanziarla vengono sottratte risorse preziose da destinare a gangli vitali del nostro paese, come la sanità, la scuola e l’occupazione. Peraltro, come mi ricordano i colleghi, è il secondo regalo che facciamo in pochi giorni alla malavita organizzata dopo l’intervento della Camera dei deputati sul provvedimento di modifica dell’articolo 416-ter del codice penale.

Sappiamo che il fantomatico corridoio europeo che dovrebbe transitare dall’Italia semplicemente non esiste. La Slovenia ci ha già rinunciato, così come il Portogallo. La Spagna non intende procedere nei tempi previsti. Perfino la Francia ha derubricato l’opera, definendola non prioritaria.

Secondo l’ufficio federale elvetico dei trasporti, in Val di Susa transiterebbe appena il 10 per cento del traffico merci potenzialmente gestibile dalla linea che abbiamo già.

In sintesi, il Governo italiano pensa di costruire l’opera più costosa ed inutile della storia recente del nostro Paese, in presenza di una linea ferroviaria semideserta, già esistente; di un vero e proprio crollo del traffico merci tra l’Italia e la Francia; di una ferma opposizione della popolazione locale e non, ed infine contro i più autorevoli esperti delle università italiane, concordi nel considerare la Torino-Lione devastante per l’ambiente, pericolosa per la salute e letale per le casse dello Stato.

L’unica cosa chiara é che, come spesso accade nel nostro Paese, non é l’utilità dell’opera a rappresentare le ragioni di una scelta politica, ma l’importo dei lavori ad essa connessi. Così la pensa la Corte dei conti, che ha aperto un fascicolo sui costi della Torino-Lione. Da verificare infatti se costituisca un danno erariale la spesa per il tratto aggiuntivo di 33 chilometri in territorio francese, a cui l’Italia, inspiegabilmente, contribuirà per il 57 per cento. La spiegazione sembra tuttavia ovvia: sarebbe inaccettabile la realizzazione di quest’opera inutile da parte della Francia, salvo che a pagarla non sia l’Italia, anche per la parte francese!

 

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