Intervento sul voto di scambio , ore 14 , oggi ,in un’aula ,ahimè, vuota.

Intervento sul voto di scambio , ore 14 , oggi ,in un’aula ,ahimè, vuota.

Grazie Presidente,

colleghi, rappresentante del Governo, ma soprattutto cittadini che ci ascoltate da casa

con l’approvazione di questo provvedimento, la mafia brinderà tre volte.

Perché tre sono state le “picconate” subite al testo licenziato a grandissima maggioranza da quest’aula solo

poche settimane fa, “picconate” rivolte a:

1.  ridurre l’efficacia della norma, con le modifiche intervenute, un politico che si “mette

a disposizione” della mafia non é più punibile ex 416­Ter

2.  ridurre la sua portata in termini di deterrenza, grazie alla riduzione del minimo

edittale già nel codice penale, di oltre il 40%

3.  rendere più difficile il lavoro della magistratura nell’accertamento del reato, grazie

all’abrogazione del termine “qualunque” davanti alle parole “altra utilità”

Modifiche che sono state determinate non dalla commissione giustizia della camera dei

deputati, ma da una cd. “Comitato dei Nove” senza il Movimento 5 Stelle, che si é sottratto

a questo giochetto al ribasso, un giochetto che premia ancora una volta furbi e corrotti ed

umilia gli onesti.

Ma quello che forse amareggia di più, é che queste modifiche poggiano su dichiarazioni

false e menzognere, come ampiamente illustrato ieri in commissione giustizia al Senato.

Limitandomi ad una considerazione sulla riduzione delle pene, vorrei ricordare che é

FALSO quanto sostenuto ad es. dall’on. Sarro di F.I. Ed altri, secondo i quali il Senato

“avrebbe omologato la pena del 416­Ter a quella prevista per l’associazione mafiosa”.

Questo Senato aveva infatti semplicemente mantenuto nel nuovo 416­Ter la situazione

sanzionatoria già prevista dal codice penale. Come é FALSO sostenere che la riduzione di

pena sia stata richiesta da giuristi illustri o magistrati in prima linea nella lotta alla mafia.

Non sono, infatti, i magistrati a chiedere pene più lievi per sanzionare mafiosi e politici

corrotti.

 E’ la mafia che chiede di ridurre le pene, non sono i magistrati!

Sono i politici collusi con le associazioni mafiose ad avere tutto l’interesse a questa

riduzione delle pene, non la società civile, non i cittadini!

E’ un dato di fatto che politici che hanno interesse a perpetrare accordi scellerati con la

malavita organizzata traggono vantaggio da questa vergognosa riduzione di oltre il 40%

delle pene già previste dal codice penale. Ma svegliatevi! Basta guardarvi intorno!

Ma esiste un aspetto, cari colleghi, forse ancora più grave. Esiste una istituzione che da

questa vicenda del 416­Ter ne esce con le ossa rotte. E questa istituzione é il Senato ed il

Parlamento Italiano. Perché mai come in questo caso é evidente l’abdicazione del potere

legislativo al potere esecutivo, che ha imposto le citate modifiche al ribasso.

Infischiandosene della divisione dei poteri costituzionalmente garantita. Imponendo un

accordo che mina gravemente l’efficacia deterrente di questa norma e che richiama alla

mente, la trattativa Stato­mafia. Infischiandosene, in primis, del lavoro serio e rigoroso dei

propri parlametari, intendo dei parlamentari della maggioranza, che anche grazie al

contributo del Movimento 5 Stelle erano riusciti nell’impresa di mettere a punto una norma

efficace per contrastare il fenomeno dello scambio mafia­politica, come non si era mai

vista prima.

Mi permetto di citare qualche vostro contributo che mi sono annotato, uscito dal

recentissimo dibattito in commissione giustizia al Senato:

“la riduzione della pena é il limite più eclatante di questa norma”;

“Si tratta di un compromesso al ribasso”;

“Il testo della Camera non ci soddisfa”;

“Non sono d’accordo con la riduzione di pena”;

“E’ il testo uscito dal Senato quello più idoneo”;

Colleghi, dobbiamo evitare di lanciare un messaggio sbagliato all’Italia ed agli Italiani,

secondo il quale scambiare i voti con i mafiosi non é poi un reato così grave. O peggio, che

quando legiferano norme che potrebbero essere usate contro sé stessi, i politici della “solita

casta” puntano sempre a ridurre le pene piuttosto che ad inasprirle, anche in presenza di

reati beceri e pericolosi per la stessa democrazia, come lo scambio politico­mafioso.

Ebbene, coerenza vorrebbe che, quantomento con riferimento all’intervenuta vergognosa

riduzione delle pene, si trovasse una convergenza per il ripristino delle pene edittali già

presenti nel nostro ordinamento. Non é difficile… lo abbiamo già fatto! Col parere

favorevole del relatore, lo stesso relatore che propone ora il testo modificato e col parere

favorevole del Governo più volte espresso, questo stesso Governo! La maggioranza

politica, stragrande maggioranza politica, quindi, già c’é. O meglio c’é stata, sia alla

Camera che al Senato. Basterebbe avere e tenere la schiena dritta. La coerenza é infatti un

valore. E non mi si dica che questa modifica manderebbe l’approvazione di questo

provvedimento…. alle “calende greche”. La maggiornaza politica che ha già approvato il

provvedimento approvato dal Senato in commissione giustizia alla Camera é più che

sufficiente per ratificare questa norma anche alla Camera in tempi rapidissimi…. direi da

lodo Alfano!

Ma temo che non andrà così. Perché sarebbe come mettere un granello di sabbia nella

macchina perfetta guidata da Renzie con il pregiudicato più famoso d’Italia, oggi Senatore

nonché cavaliere decaduto.

In conclusione, noi riteniamo semplicemente che le persone perbene, i politici perbene, non

dovrebbero avere alcuna paura di questa norma – nella sua versione più rigorosa ­ perché

un politico onesto, un politico perbene, mai e poi mai darà la propria disponibilità

all’associazione mafiosa. Concludo dunque con un appello: non diventiamo complici

nell’approvare una norma che contiene una riduzione di pena per i politici collusi con la

mafia. La politica perderebbe anche quel poco, quella briciola di credibilità che ancora le

rimane. Unitevi a noi, uniamoci tutti al coro di “fuori la mafia dallo Stato”.

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