“La democrazia senza i partiti”, diceva Adriano Olivetti

“La democrazia senza i partiti”, diceva Adriano Olivetti

Siamo nella fase finale dello scontro tra un sistema “governato dai partiti” e tra chi intende portare avanti un modello di democrazia senza di essi. I partiti non servono più.

Quello che hanno generato nel sistema democratico italiano è sotto gli occhi di tutti: debito pubblico del Paese ormai inestinguibile, corruzione dilagante a tutti i livelli, istituzioni democratiche ridotte a “servitù” dei partiti.Un sistema produttivo, tra i primi al mondo, distrutto da politiche di difesa solo della grande industria, ignorando la piccola e media impresa e il sistema dei servizi. Interi settori, quali tessile, chimica, oro, acciaio e ferro, cemento eccetera posti ai margini mondiali del mercato.

La stessa passiva adesione alla “globalizzazione” della produzione e dei mercati è da attribuire, come responsabilità, al sistema dei partiti che non hanno saputo ,a livello internazionale, proporre delle regole da imporre ai paesi “emergenti”. ONU e WTO (organizzazione Mondiale per il Commercio) e la stessa Europa potevano farlo!

I Paesi dove c’e’ sfruttamento dell´uomo, limitazione o assenza di libertà individuali, sistemi di produzione che non hanno rispetto del fragile equilibrio ambientale, libertà di intraprendere, non dovevano essere accolti nella comunità del libero mercato.
L´Italia ha dovuto confrontarsi con queste realtà e chiaramente, come era prevedibile non ha potuto stare al loro “passo”. Molte aziende italiane hanno delocalizzato in Cina, India, Romania, Serbia eccetera per poter competere nei mercati mondiali. Questo è il risultato che ci ha portato a questa crisi economica, con l´avvallo di restrittive politiche imposte dall´Europa. C´è la necessita di creare un “modello” di democrazia nel pieno rispetto delle libertà individuali, con l´impegno di bonificare il sistema e dare ai cittadini la possibilità di controllare giorno per giorno l´ azione di governo.
La stessa permanenza nella zona euro dovrà essere verificata attraverso un referendum , anche solo consultivo.

Inoltre è necessario verificare se esistono ancora possibilità per il nostro Paese di riprendersi la “sovranità popolare” delegata, in contrasto con i principi Costituzionali, a un Europa con i “piedi d´argilla”.

Amare il nostro Paese, L´Italia, vuol dire anche darle la possibilità di uscire da questo “tunnel” che vede in aumento le nuove povertà , la media e piccola impresa in “ginocchio”, ormai ai limiti di sopravvivenza e senza di loro non ci saranno prospettive di sviluppo. “I partiti non servono più”. Serve una classe dirigente che sappia interpretare i bisogni reali di un sistema che veniva chiamato “Sistema Italia”. In un bel libro “La Democrazia senza i partiti” di Adriano Olivetti, già negli anni cinquanta dimostra che ciò è possibile. Sbagliare è umano ma perseverare. C´è l´ assoluta necessità di andare oltre.
Enzo Caneva

 

http://tinyurl.com/k66rtdn