Interrogazione sull’operazione “New bridge”

Interrogazione sull’operazione “New bridge”

I fatti sui quali abbiamo posto delle domande :

Nello scorso mese di febbraio la Procura Nazionale Antimafia unitamente alla Procura della Repubblica di Reggio Calabria ed alle forze di polizia statunitensi (FBI), ha diramato una nota in cui dichiarava concluse le indagini in merito all’operazione “New Bridge”, volta allo smantellamento di una vasta organizzazione di narcotraffico le cui basi erano a Reggio Calabria e New York.

L’indagine ha consentito di individuare un legame, a doppio filo, tra famiglie della ‘ndrangheta (cosca Ursino di Gioiosa Jonica) e alcuni personaggi italo-americani, insediati a New York , di chiara estrazione mafiosa.

Fondamentale, per l’avvio delle indagini, il contributo di un Agente statunitense sotto copertura, “Jimmy”, che grazie a un suo fiduciario è riuscito a infiltrarsi nelle cosche newyorkesi ed a intrecciare rapporti con malavitosi italiani;ciò ha consentito di svelare un’attività diretta ad assicurare un’esportazione di sostanze stupefacenti del tipo eroina dalla Calabria a New York.

In un articolo del Sole24Ore del 19 febbraio scorso intitolato “Operazione New Bridge/3”, il giornalista Roberto Galullo riporta che, tra i vari traffici emersi grazie all’operato dell’agente infiltrato “Jimmy”, vi sia stato anche un episodio che interessa la base militare americana di stanza a Vicenza.

Il giornalista riporta che il 5 febbraio scorso un rappresentante della cosca Ursino avrebbe chiesto all’agente infiltrato “Jimmy” di poter acquistare 500/1000 armi semiautomatiche, frutto di una dismissione effettuata dalle autorità americane “in particolare da parte dell’esercito americano di stanza nella base di Vicenza”.Tale episodio si ripeteva nuovamente il 12 febbraio u.s..

Considerato che i protocolli Nato per la dismissione delle armi sono normalmente segretati ed inaccessibili ai civili,

che la base americana di stanza a Vicenza (Camp Ederle) ha un ruolo strategico importantissimo ed impiega un gran numero di personale militare e di armi,

che la sola possibilità che le organizzazioni mafiose possano avere libero accesso alle informazioni riservate riguardanti uno stabilimento militare NATO così importante, rappresenta un pericolo gravissimo per la popolazione e per le possibili operazioni militari in cui è coinvolto lo Stato italiano,

volendo porre in secondo piano la grave falla di sicurezza che ha permesso alle cosche ‘ndranghetiste di venire a conoscenza della dismissione delle armi, ancora più preoccupanti risultano gli interrogativi sulle modalità con cui la compravendita sarebbe dovuta avvenire e per quali attività dovessero essere utilizzate 500-1000 armi semiautomatiche,

si chiede al Governo

se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei gravi accadimenti descritti in premessa;

quali misure intendano adottare per verificare se e in che modo sia stata violata la riservatezza delle informazioni sensibili all’interno della base militare di Vicenza;

quali misure intendano assumere per contrastare il fenomeno mafioso che ha dimostrato una capacità operativa preoccupante all’interno del territorio Veneto.

Questo il sunto dell’interrogazione a risposta scritta,presentata di recente al Presidente del Consiglio, ai Ministri degli esteri, della difesa e della giustizia.

In altre parole, passi pure per i milioni a volontà da poter riciclare negli USA, ma

le domande che vogliamo fare sono:

come fa un malavitoso Ursino a sapere che la base Nato di Vicenza vuole dismettere 1.000 armi semiautomatiche?

E come fa a comprarle?

Ricorrendo a chi?

E per farne cosa ?

Sen. CAPPELLETTI , GIROTTO , SCIBONA , SIMEONI , PEPE , FUCKSIA , SERRA , DONNO , PAGLINI , GIARRUSSO , TAVERNA , MORONESE , MARTELLI , DE PIETRO , MORRA , VACCIANO , GAETTI , CATALFO , AIROLA , PUGLIA –

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