Alluvione, interventi rapidi: le proposte dei parlamentari veneti M5S

Alluvione, interventi rapidi: le proposte dei parlamentari veneti M5S

Alluvione, Parlamentari veneti M5S: «Politica lenta, servono sgravi fiscali e incentivi».

Il «pacchetto» di proposte presentato al governo con una mozione.

Verona (10/09/2014) – Indennizzi e sgravi fiscali a quanti colpiti dagli eventi alluvionali e ai terremotati. È la proposta che arriva dai parlamentari veneti, emiliani e romagnoli del Movimento 5 Stelle, che hanno presentato una mozione di impegno diretta al governo.

Vi si chiede di assumere iniziative per disporre, in tempi rapidi, contributi per la riparazione degli immobili danneggiati, degli altri beni registrati e non (nel caso si trovino nell’abitazione principale) e alle attività produttive.

Per quanto riguarda gli sgravi e i bonus fiscali, il Movimento 5 Stelle chiede la sospensione immediata di ogni adempimento fiscale, contributivo e assicurativo, così come delle azioni esecutive di Equitalia e degli studi di settore fino al 2016 incluso, assieme a misure di agevolazioni, come l’istituzione di zone franche urbane e l’introduzione di misure di finanziamento alle piccole medie imprese, anche tramite l’intervento del fondo centrale di garanzia.

Tra le iniziative richieste, anche l’esclusione dal patto di stabilità delle risorse impiegate dallo Stato e dagli enti locali per le opere di ripristino e di prevenzione del rischio, nonché l’esenzione dei comuni che hanno subito si l’alluvione che il terremoto (come nel caso di alcuni centri emiliani) da tagli della spending review.

Si chiede, infine, di valutare la possibilità di istituire bonus fiscali per privati che investono in opere di mitigazione del rischio, in modo da coinvolgere attivamente il tessuto produttivo del Paese, accanto alla promozione della revisione dei piani di emergenza comunali da parte delle protezioni civili locali e alla riduzione del rischio idraulico tramite opere di «rinaturalizzazione» fluviale, in modo da restituire gli spazi necessari alle dinamiche dei corsi d’acqua.

«La politica è colpevole per la lentezza e l’approssimazione con cui sono state affrontate le emergenze dovute alle calamità naturali – è il commento dei parlamentari veneti del movimento 5 stelle – occorre definire una volta per tutte le procedure e le risorse in caso di calamità. Il terremoto in Emilia e gli alluvioni nel Nord Italia hanno messo in ginocchio alcune tra le aree più produttive del Paese, la nostra economia ne sta ancora pagando le conseguenze».

I comuni veneti coinvolti nell’ultimo evento alluvionale sono almeno 130. A risentire del maltempo le aree montane della provincia di Belluno e di parte delle province di Vicenza, Treviso e Verona, dove sono arrivate nevicate abbondanti sopra i 1200 metri con accumuli di neve fino a oltre 4 metri; la pianura veneta, con allagamenti di più giorni sia in aree agricole che abitative, come nella zona di Legnago nella bassa veronese; i litorali dove sono state distrutte le infrastrutture e vengono raccolte tonnellate di materiali della più svariata natura portate a valle dai fiumi; ovunque con danni a argini, sistema idraulico, fiumi e affluenti. A ciò si aggiunge anche il blackout elettrico del Bellunese con 56.000 utenze al buio, ripristinate in tre giorni di lavoro.

Da una prima stima della Regione i danni risultano essere superiori ai 550 milioni di euro.

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