EURO: Riprendiamoci le chiavi di casa!

EURO: Riprendiamoci le chiavi di casa!

Grande successo di pubblico al convegno di sabato scorso su “Italia ed Euro: quale futuro?”
organizzato dal M5S di Vicenza ed Economia5Stelle.
Soddisfazione per gli organizzatori che vedendo la sala gremita e gli oltre 500 contatti in
streaming, hanno potuto toccare con mano quanto il tema sia sentito.
Il Senatore Cappelletti è intervenuto presentando la conferenza.
I relatori, li ricordiamo nuovamente, il prof. Antonio Maria Rinaldi e il prof. Nino Galloni, di
grande prestigio e levatura internazionale, unitamente al Dott. Guglielmo Soccorsi hanno
illustrato con chiarezza, determinazione e passione gli effetti che l’introduzione della
moneta unica ha causato nel nostro paese.
Gli aspetti messi in luce durante il convegno hanno evidenziato molti aspetti critici riconducibili
all’adozione dell’euro.
E’ innegabile che l’attuale gestione della moneta unica nei paesi aderenti (ricordiamo che
sono solo 18 su 28), abbia deluso le legittime aspettative finanche nei più accesi sostenitori.
Dopo 14 anni dall’introduzione dell’euro, le domande sono molteplici: abbiamo raggiunto un
maggiore benessere? Una maggiore occupazione? Una maggiore “democrazia” economica
dei Paesi aderenti all’area Euro?
Le risposte sono purtroppo negative. Le rosee speranze hanno dovuto arrendersi di fronte all’
incontrovertibile realtà dei fatti e dei dati economici nella totalità dei paesi aderenti.
Alcuni dati :
La crescita del PIL in area euro si è ridotta nel corso degli anni passando dal 4,3% del 2000 al
– 0,2% del 2013. In Italia nello stesso periodo si parte da +1,5% allo 0% attuale con trimestri
che spesso viaggiano in territorio negativo. Dal 2008 la capacità produttiva del nostro paese
è diminuita di oltre 20 punti percentuali, provocando l’ingrossamento delle fila dei disoccupati.
Nell’area euro i senza lavoro sono oltre 25 milioni, La situazione è ancor peggiore nel nostro
paese. I numeri sono impietosi. Dal 2008 si è perso oltre 1 milione di posti di lavoro e sono
aumentate vertiginosamente le ore di cassa integrazione, dato quest’ultimo che fa presagire
foschi scenari. La disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli mai toccati prima: oltre il 42%.
L’Istat ha disegnato un quadro molto preoccupante per i giovani di questo paese: in Italia, ci
sono ben 2 milioni di giovani che non lavorano, non studiano, non si formano, non leggono,
non fanno sport, e abitano rassegnati a casa dei propri genitori.
La sovranità popolare dei cittadini europei è stata fortemente ridimensionata se non addirittura
eliminata. In politica economica La “Commissione europea”, nominata e non eletta, impone
regole stringenti e senza senso.
La realtà è che l’euro non è una moneta, ma un metodo di governo.
In uno stato sovrano è la moneta al servizio dei cittadini e non il contrario, come avviene oggi.
Solo riacquistando la nostra sovranità potremo, utilizzando politiche economiche e monetarie
differenti da quelle imposteci dalla Troika e dal trattato di Maastricht, perseguire il benessere
della popolazione e la piena occupazione. I nostri politici ci hanno svenduto per un piatto di
lenticchie. I risultati economici, occupazionali, sociali risultano catastrofici anche per Grecia,
Portogallo, Spagna a cui si aggiunge ormai anche la Francia.
Il “sistema” prevede il rispetto di parametri che impediscono al nostro Paese e agli altri di
proporre politiche di sviluppo e di conseguenza di occupazione e benessere sociale. La Banca
d’Italia, proprietà di banche private, è un mero organismo di controllo al servizio della Banca
Centrale Europea, la quale finanzia le banche stesse per “salvarle” da politiche d’investimento
sbagliate (titoli tossici, derivati ecc.) Il “cuore” del sistema produttivo italiano, la piccola e
media impresa, è sempre più in difficoltà nell’accedere ai finanziamenti bancari necessari per
la sua attività e sviluppo. I consumi sono in calo e genererano difficoltà alle imprese che non
vendono i loro prodotti concorrendo ad innescare fenomeni recessivi. Serve una svolta che
porti al centro dell’economia la persona e non gli interessi di gruppi finanziari che operano al
di sopra di ogni valore che non sia quello del profitto ad ogni costo. Per fare questo L’ Italia
deve riprendersi la propria sovranità monetaria! L’art. 1 della nostra Costituzione afferma che
“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro” non sul pareggio di bilancio e
ancora “La sovranità appartiene al popolo” e a nessun altro!

http://tinyurl.com/q8eq6cg