A proposito del Decreto “Svuotacarceri”, in votazione oggi al Senato.

A proposito del Decreto “Svuotacarceri”, in votazione oggi al Senato.

Oggi , conclusione in Aula dell’esame del DDL n.146/Dic.2013,recante misure urgenti  in tema di tutela dei diritti fondamentali dei detenuti e di riduzione controllata della popolazione carceraria. Vogliamo mettere in risalto quanto avvenuto durante l’iter di conversione in legge del Decreto. Esso , entrato immediatamente in vigore dal 23 Dicembre 2013, ha consentito ad alcune categorie di detenuti grossi sconti di pena .

Ci preme sottolineare due punti :

il sovraffollamento degli istituti di pena e’ diventato un fenomeno endemico e    irrisolto. Ora,solo perche l’Europa minaccia sanzioni, si corre maldestramente ai ripari ,con i soliti provvedimenti di emergenza . In questo paese la prassi ordinaria non e’ quella di intervenire sulle cause ma solo sui suoi effetti .

I reati socialmente piu’ pericolosi , quello di CORRUZIONE e CONCUSSIONE, vengono a beneficiare della prevista riduzione di pena, in un paese ad altissimo tasso di corruzione come l’Italia.

Ci ritroviamo alla stesso punto , catapultati nel passato, ora esattamente come 10 anni fa.L’emergenza carceri e’ diventata continua e rappresenta, anche visivamente , il fallimento della politica, in particolare dei Ministri della Giustizia avvicendatisi fino ad oggi.Dal 1946 ad oggi sono state fatte , nel nostro Paese,ben 24 amnistie e 17 indulti , in media, tra l’uno e l’altro , meno di uno ogni due anni.

Alla faccia del principio della certezza della pena !E questo provvedimento “svuota carceri” e’ gia’ soprannominato “indultino” ,a causa dell’abnorme sconto di pena previsto , di ben 75 giorni ogni 180 di reclusione, allargato anche a detenuti che si sono macchiati dei peggiori crimini.Cio’ vanifica l’effetto deterrente delle pene previste dal codice e umilia le vittime dei reati che sono, in questo modo , violentate due volte: dal soggetto criminale e dallo Stato, che rinuncia a perseguire i colpevoli.

 

Il M5S propone alcune soluzioni :-occorre un approccio globale che consideri un rilancio delle misure alternative alla detenzione-occorre l’estensione del lavoro dentro e fuori dal carcere-occorrono percorsi di formazione per i detenuti-occorre uno sforzo straordinario diretto a far sì che i detenuti stranieri possano espiare la loro pena nei paesi di origine-occorre un piano carceri che parta da una riorganizzazione delle superfici esistenti e non dalla speculazione.Abbiamo bisogno di tante cose ma non di un ennesimo indulto o indultino.

 

In conclusione , ricordiamo  che una significativa responsabilità dell’emergenza carceraria ha nomi ben precisi : Fini-Giovanardi ed ex-Cirielli.Rispetto alla prima , la recente , attesa pronuncia della Corte Costituzionale potrebbe far riconsiderare la posizione di migliaia e migliaia di detenuti .Le implicazioni sono estremamente rilevanti ai fini della valutazione del presente decreto, rispetto al quale potrebbero dunque venire meno gli stessi fondamentali requisiti di necessità d’urgenza.Tutto ciò premesso , ricordando i moltissimi danni provocati da questo decreto , chiediamo al Governo di lasciarlo decadere al fine di non arrecare ulteriore detrimento al già flebile principio di certezza del diritto , troppo a lungo dimenticato nel nostro Paese!.

 

Sen.E.Cappelletti

 

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