“Il futuro del M5S” – Intervista

“Il futuro del M5S” – Intervista

“Se non vinciamo le prossime elezioni politiche, lascio il Movimento e torno a fare spettacoli”, ha ripetuto più volte Beppe Grillo nelle ultime settimane. Il Movimento 5 Stelle può esistere senza Grillo?

Nell’immaginario collettivo le figure di Beppe Grillo e del Movimento 5 Stelle coincidono. Tuttavia le decisioni politiche in Parlamento sono state sempre assunte a maggioranza degli eletti, mai da Beppe Grillo. Beppe non è neppure mai stato fisicamente presente, se non in rarissime occasioni e mai intervenendo nei processi decisionali (se non limitatamente al rispetto delle regole). D’altra parte il suo messaggio agli Italiani è molto chiaro: sono i cittadini che devono rimboccarsi le maniche e scendere in campo per scalzare il ciarpame rappresentato dai partiti politici tradizionali. Beppe non ha mai detto votatemi che risolverò io i vostri problemi. Al contrario, ha sempre affermato che senza mobilitazione di tutti i cittadini Italiani onesti, non riusciremo ad andare da nessuna parte. Quindi, per tornare alla domanda, fintanto ci saranno in Italia cittadini capaci di indignarsi e di impegnarsi per una nuova etica in politica, il Movimento 5 Stelle continuerà la sua crescita. Inesorabile. Perché siamo l’unica alternativa al degrado devastante che imperversa nel nostro paese. L’unica speranza. L’ultima speranza.

Se alle prossime elezioni il M5S non dovesse riuscire ad arrivare al governo, sarebbe giusto rinunciare a fare politica in Parlamento? 

Se alle prossime elezioni il M5S non andasse al governo, assisteremo ad un nuovo fenomeno di emigrazione di massa di milioni di Italiani, specialmente dei più giovani. In parte questo fenomeno sta già avvenendo, con numeri preoccupanti. E siamo solo all’inizio. Negli ultimi 20 anni questi politici si sono mangiati tutto, hanno ipotecato il futuro di una generazione facendola sprofondare nella precarietà. Il debito pubblico è più che raddoppiato, limitando gravemente l’efficacia di qualsivoglia politica economica. L’unica cosa cresciuta in Italia è la disoccupazione. E l’arricchimento smisurato di pochissime persone ben introdotte. Rinunciare a far politica in Parlamento potrebbe certo essere l’estrema ratio. Ma non credo che ce ne sarà bisogno. Perché non abbiamo alternative: dobbiamo vincere noi.

Se Grillo decidesse di fare un passo indietro, chi potrebbe essere un leader valido per il Movimento? Con quale meccanismo andrebbe scelto?

Premetto che auspico una lunga vita “politica” a Beppe Grillo. Ha fatto tantissimo, ciò che è stato in grado di fare ha dell’incredibile, ma siamo ancora lontani dal raggiungere tutti i nostri obiettivi. E abbiamo dunque bisogno di lui e del suo supporto, ora più che mai.

Tuttavia mi consenta di dire che il leader del movimento, inteso come segretario politico, dovrebbe essere il cittadino. Non solo in senso figurato, ma come vero e proprio protagonista del processo di formazione delle scelte, attraverso l’utilizzo di un efficace strumento di democrazia diretta (alcuni strumenti informatici sono già stati da noi testati e sono attualmente in fase di sperimentazione avanzata). Il Parlamentare ricoprirebbe dunque un ruolo di portavoce del cittadino. Non viceversa. Senza intermediazione. Esattamente come previsto dall’Art. 1 della Costituzione.
Noi siamo qui per fare una rivoluzione, non per riproporre un sistema partito che ha già dato ampia prova in Italia di non funzionare. Nulla sarà più come prima.
Enrico Cappelletti
M5S Senato

 

 

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